TRAPIANTO DI FEGATO

Il trapianto di fegato è un intervento chirurgico di estrema necessità e si effettua quando è l’unica possibilità di cura.

Il trapianto di fegato comprende due fasi: il prelievo dell’organo da un donatore (cadavere o vivente) ed il successivo impianto dell’organo su di un soggetto ricevente.

Le indicazioni al trapianto di fegato variano da Paese a Paese. Nella pratica clinica esse sono:

Controindicazioni assolute del trapianto del fegato:

    • malattia epatica grave con compromissione multiorgano
    • AIDS
    • Neoplasie non epatiche
    • Cardiopatie o pneupopatie severe

Controindicazioni relative del trapianto del fegato:

    • età superiore ai 60-65 anni
    • gravi disturbi psichiatrici
    • trombosi dell’asse spleno-mesenterico-portale
    • ipertensione polmonare

Il trapianto di fegato viene riservato a:

    • pazienti per i quali non sussistano più possibilità terapeutiche, mediche o chirurgiche e l’aspettativa di vita è inferiore ai 12 mesi
    • patologia cronica del fegato che influenza significativamente la qualità di vita dei pazienti e la capacità di lavorare

 

Gli organi vengono prelevati da un paziente di cui sia stata accertata la morte cerebrale. L’accertamento dell’assenza di condizioni vitali nell’encefalo viene fatta da una commissione di tre specialisti (un esperto in neurofisiologia, un rianimatore e un medico legale) con monitoraggio delle condizioni cliniche per 6 ore.

Una volta accertata la morte cerebrale, può essere effettuato il prelievo dell’organo, che viene mantenuto in condizioni di ipotermia (abbassamento della temperatura corporea) al massimo per 24 ore.

Il trapianto si distingue in base al donatore:

    • Trapianto da persona vivente (per fegato e rene)

    • Trapianto da cadavere

TRAPIANTO

L’assegnazione del fegato da trapiantare disponibile viene fatta in seguito alla verifica dei seguenti parametri di compatibilità dell’organo tra donatore e ricevente:

    • gruppo sanguigno
    • compatibilità delle dimensioni corporee donatore/ricevente
    • urgenza a parità di condizioni, tempo di iscrizione nella lista dei pazienti in attesa di trapianto

In Italia il trapianto è regolato dalla legge n. 91 del 1 aprile 1999 e da un decreto del Ministero della Sanità, dell’8 aprile 2000, che prevede anche una lista d’attesa nazionale dei trapianti e la regola del silenzio-assenso del donatore.

Negli ultimi anni il miglioramento delle tecniche di trapianto ha permesso di eseguire questa operazione anche in pazienti di età avanzata.