Sono dovute ad infezioni virali, come per esempio l'epatite acuta da virus A, o all'ingestione di sostenze tossiche (farmaci o alcol in eccesso) o all'esposizione a composti chimici ambientali. Le epatiti si definiscono acute se durano pochi giorni o settimane, croniche se perdurano oltre i 6-8 mesi.
Si avranno: colorito giallo della cute o delle mucose (ittero o subittero), dolore al fianco destro, talora febbre, fiacca (astenia), cattiva digestione, gonfiore addominale, flatulenza.
La biopsia epatica non si considera più strettamente necessaria, se non quando occorre per decidere la terapia.
Per le forme croniche è indicato l'allontanamento dalla sostanza nociva, la terapia con Interferone in alcuni casi, il monitoraggio continuo dei parametri epatici, con controlli del sangue (transaminasi e dosaggio dell'albumina), controlli ecografici ed endoscopici (gastroscopia).
Esistono altre cause di cirrosi, come le cirrosi alcoliche, quelle che derivano dalle epatiti autoimmuni, quelle che derivano da difetti di escrezione della bile, come la cirrosi biliare primitiva e la colangite sclerosante.
Sono più evidenti quelli dell'epatite cronica da cui la cirrosi deriva, che sono fiacca (astenia), cattiva digestione (dispepsia), gonfiore addominale,
Sintomi tardivi possono essere: addome gonfio (ascite), magrezza degli arti (ipotrofia muscolare), circoli venosi sulla pancia (reticolo venoso addominale), sanguinamento intestinale dalla bocca o dall'ano con feci nere, grasse e maleodoranti (ematemesi, ematochezia, melena), sonnolenza (encefalopatia epatica), tremori agli arti (flapping tremor).
La biopsia epatica in genere non è necessaria.
Talora i sintomi sono più sfumati: cattiva digestione, gonfiore addominale, aerofagia con eruttazioni. Altre volte è presente colorazione gialla della cute e delle mucose (ittero) con dolore e febbre, se è sopraggiunta infezione.
Se i calcoli sono nei canali che portano la bile all'intestino (dotti epatici e coledoco), è necessaria una colangio-risonanza (colangio-RMN) o una CPRE, la quale procedura mista - endoscopica e radiologica - serve anche per togliere i calcoli dalle vie biliari.
Terapia chirurgica di asportazione della colecisti (detta anche cistifellea).
Terapia endoscopica con la CPRE.
Terapia medica in alcuni casi con acibi biliari, sostanze che fluidificano la bile e possono sciogliere i calcoli.
Possono esserci tardivamente colorazione gialla della cute (ittero), difficoltà digestiva, dimagramento, inappetenza (anoressia).
L'ecografia del fegato dovrà distinguere lesioni occupanti spazio (LOS) benigne (cisti, angiomi) dal cancro del fegato.
Spesso è necesaria una biopsia epatica ecoguidata, cioè durante ecografia.
Terapia chirurgica quando è possibile. Alcolizzazione è una procedura terapeutica, eseguita durante ecografia, iniettando una sostanza alcolica che brucia il tumore. La chemioembolizzazione si esegue raggiungendo la lesione attraverso le arterie ed iniettando nella stessa sostanze chemioterapiche che la distruggono.
Per i tumori delle vie biliari talora è possibile l'intervento chirurgico, oppure si procede al posizionamento di protesi, che permettono il passaggio della bile.