TRAPIANTO FEGATO

TRAPIANTO DI FEGATO

Il trapianto di fegato è un intervento chirurgico di estrema necessità e si effettua quando è l'unica possibilità di cura.


Il trapianto di fegato comprende due fasi: il prelievo dell'organo da un donatore (cadavere o vivente) ed il successivo impianto dell'organo su di un soggetto ricevente.



Le indicazioni al trapianto di fegato variano da Paese a Paese. Nella pratica clinica esse sono:




Controindicazioni assolute del trapianto del fegato:




Controindicazioni relative del trapianto del fegato:




Il trapianto di fegato viene riservato a:



TRAPIANTO FEGATO

Fegato e Apparato Digerente




Gli organi vengono prelevati da un paziente di cui sia stata accertata la morte cerebrale. L’accertamento dell'assenza di condizioni vitali nell'encefalo viene fatta da una commissione di tre specialisti (un esperto in neurofisiologia, un rianimatore e un medico legale) con monitoraggio delle condizioni cliniche per 6 ore.


Una volta accertata la morte cerebrale, può essere effettuato il prelievo dell’organo, che viene mantenuto in condizioni di ipotermia (abbassamento della temperatura corporea) al massimo per 24 ore.


Il trapianto si distingue in base al donatore:



TRAPIANTO

L’assegnazione del fegato da trapiantare disponibile viene fatta in seguito alla verifica dei seguenti parametri di compatibilità dell'organo tra donatore e ricevente:



In Italia il trapianto è regolato dalla legge n. 91 del 1 aprile 1999 e da un decreto del Ministero della Sanità, dell'8 aprile 2000, che prevede anche una lista d’attesa nazionale dei trapianti e la regola del silenzio-assenso del donatore.


Negli ultimi anni il miglioramento delle tecniche di trapianto ha permesso di eseguire questa operazione anche in pazienti di età avanzata.




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